sabato 17 dicembre 2011

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Di Bertino e della nonna Adele ( 24 )



Fu tutto bellissimo ai loro occhi;
in chiesa la musica e i garofani bianchi sui banchi e sull'altare, sottolineavano l'evento speciale; la zia con un lungo abito bianco e il velo che le copriva il volto, gli applausi, le foto, il riso gettato in testa agli sposi appena usciti dalla chiesa e poi a casa della nonna,nella sala da pranzo che veniva aperta soltanto in occasioni particolari e questa lo era senza dubbio, tutti attorno a una lunga tavolata riccamente imbandita e con una bianca tovaglia di pizzo che arrivava fino a terra.
Ci volle tempo a spegnere nella mente di Bertino gli echi di questo accadimento, tanto che diventò un bel gioco da fare; Nenè ovviamente diventò una sposa. 
Bertino, da organizzatore del gioco, scovata in soffitta la zanzariera che un tempo ricopriva la sua culla, la trasformò, facendole un nodo in uno dei quattro angoli, in una acconciatura da sistemare sulla testa di Nenè che coprendole le spalle scendeva quasi fino a terra.
Trovò poi nel giardino, intorno alla aiuola rotonda, dei piccoli fiori bianchi che raccolti e composti diventarono una " palma da sposa " come allora aveva sentito chiamare il mazzo di fiori che la zia aveva in mano durante la cerimonia.
Bertino infine indossava una enorme giacca dello zio Nanni che stava in cantina appesa a un gancio di ferro, convinto di essere così molto elegante.
Quando poi tutto era pronto, iniziava il gioco vero e proprio: i due attori si inginocchiavano su di una panca di legno e il rito aveva inizio, ripetendo assai approssimativamente le parole che il parroco aveva pronunciato quel giorno.
Per un po' fu il gioco più affascinante.

continua ......





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