lunedì 9 maggio 2016




Labirinto
un archetipo misterioso.


"Labirinto, una parola magica che evoca generalmente luoghi tortuosi dove perdersi, ma in realtà esso è un archetipo antichissimo diffuso in ogni parte del globo, che, sicuramente sin dall'epoca preistorica, aveva il significato di viaggio iniziatico di prova."
Per molti questa parola richiama alla memoria soltanto il labirinto cretese del palazzo di Minosse e la leggenda di Teseo e il Minotauro ed il filo di Arianna.


" I primi ritrovamenti risalgono all'epoca preistorica, incisi o dipinti su numerose rocce dentro o all'ingresso della grotta, ma anche su tavolette di argilla, monete cretesi e sigilli egiziani.

 

 


 

Questo tipo di labirinto si pensa fosse legato a un cammino iniziatico che conduceva a una morte esoterica seguita da una rinascita spirituale.
Molto spesso veniva disegnato all'ingresso della grotta e acquisiva diversi significati a seconda dell'uso della stessa:

Se la grotta rappresentava un luogo di culto, esso rappresentava il guardiano della porta.
 
Se invece era un luogo funerario,esso aveva lo scopo di separare il mondo dei vivi da quello dei morti.

Sia la grotta sia il disegno del labirinto, ricordano il grembo della Grande Madre, adorata sin dall'epoca storica dalle popolazioni di tutto il mondo e questo potrebbe essere il motivo della sua grande diffusione in tutte le aree del pianeta.
Gli indiani Hopi, ad esempio, collegavano il simbolo della madre terra alla loro casa, il kiva, e al labirinto.

In epoca romana fu rappresentato soprattutto in mosaici pavimentali e, abbandonato il significato rituale, acquisì quello di propiziazione e protezione.
Questo simbolo venne anche molto usato come gioco e danza.

Con l'avvento del Cristianesimo, il simbolo cambia valenza e forma ( il più famoso di questi è quello della cattedrale di Chartres) in questo periodo acquisisce un significato salvifico.
Intorno al 1200-1300 vengono costruiti labirinti all'interno delle cattedrali gotiche francesi che vengono chiamati - il cammino di Gerusalemme -, in quanto chi non era in condizione di effettuare il pellegrinaggio in Terra Santa, poteva percorrerli in ginocchio.
Nel rinascimento, esso acquisisce ulteriore significato e diventa più complesso: ora nei suoi meandri ci si può perdere. E' in questo periodo che si costruiscono labirinti nei giardini, con falsi percorsi allo scopo di confondere coloro che vi entravano.
Il perdersi diventa un gioco molto spesso amoroso, ma anche pericoloso ( gli intrighi politici sono numerosi e l'occasione è ottima per colpire i propri nemici.)"

Si possono trovare labirinti in varie parti del mondo; molti sono famosi, altri di meno, ma tutti circondati da un alone di mistero e di fascino.
Forse il più conosciuto è quello della cattedrale di Chartres;



questo labirinto pavimentale, si presenta a unico percorso (unicursale ) e a undici circuiti.


 San vitale a Ravenna, labirinto a mosaico pavimentale.







Bellissimo quello sempre pavimentale della cattedrale di Notre Dame di Amiens a undici circuiti.




































Il più grande labirinto da giardino del mondo è anche l'ultimo nato, ed è quello di Fontanellato ideato da Franco Maria Ricci con siepi di bamboo.









Ancora in Italia quello di Valsanzibio a villa Barbarigo Padova.





Per non tralasciare quelli di Versailles






Il percorso del labirinto è un viaggio alla ricerca del centro dell’essenza, pericoloso perché può anche non riuscire, dato che esiste il rischio di smarrirsi. Il cammino all’interno del labirinto divenne una danza rituale eseguita nell’antica Grecia che ricordava il mito e che in Etruria era noto come truia, ossia troia.

La danza labirintica è molto antica ed era praticata ancora nel secolo scorso in Italia meridionale:  serviva a guarire i “tarantolati”, le vittime della puntura della tarantola. Un rituale simile è presente nella danza dei dervisci sufi della Turchia, che consiste nel girare velocemente su se stessi fino a raggiungere stati di quiete e di estasi.

Nelle cattedrali, in cui sono attive delle correnti telluriche e quindi il magnetismo terreste è in azione, i piedi nudi a contatto con il suolo ne aumentano gli effetti.

Sono noti gli effetti provocati dalle correnti magnetiche sui corpi in movimento, soprattutto sul corpo umano (febbri provocate).

In primavera si usava danzare nelle cattedrali a piedi nudi sotto la guida del vescovo. Queste danze erano chiamate “girotondi di Pasqua” e mimavano i movimenti del serpente, simbolo di rigenerazione: il serpente infatti è il rettile capace di mutare pelle. Nel labirinto quindi l’uomo acquisiva una nuova identità e una nuova coscienza.
L’antico rituale che si nasconde dietro al labirinto diventò un gioco e una curiosità nei giardini delle grandi ville rinascimentali, dove spesso è tracciato e limitato da siepi di arbusti. Il gioco viene ancora proposto in certi Luna Park come labirinto di specchi. A scopo di protezione, alcuni labirinti venivano disegnati sulle porte e sulle facciate di antiche abitazioni nel Mediterraneo: si riteneva infatti che le forze negative fossero capaci di procedere in linea retta. Ecco perchè nelle case cinesi tradizionali si evitano i percorsi retti e si cerca con vari accorgimenti di formare meandri o schermi che impediscano l’accesso diretto all’abitazione.

È interessante notare che i labirinti disegnati sulle case, abbiano preceduto l’uso della serratura; il labirinto infatti non è altro che una serratura ( la tecnologia realizza spesso simboli primordiali): per aprire una serratura occorre una chiave, ma anche per uscire dal labirinto occorre una chiave, come il mitico filo di Arianna, il cui nome greco Ariadne, è lo stesso del ragno, l’insetto che costruisce tele dal disegno labirintico.

La realizzazione dei labirinti nelle cattedrali, seguiva precisi calcoli matematici; va inoltre aggiunto che i labirinti potevano avere forme diverse. Antiche iscrizioni ne indicano tre tipi: a pianta circolare, ottagonale e quadrata.
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La forma del cerchio corrisponde all’infinito e alla perfezione; il cerchio è eterno senza inizio e senza fine. Esso rappresenta inoltre il Sole, lo Zodiaco e la ruota dell’universo. Pitagora definì il cerchio come la psiche dell’universo.

L’ottagono invece, con i suoi otto lati, rappresenta la trasformazione e la rinascita.

Non è un caso che nelle chiese cattoliche la maggior parte dei fonti battesimali e gli stessi battisteri venivano costruiti con forma ottagonale.

Al labirinto si accedeva attraverso cinque curve: il numero cinque simboleggia l’uomo ma anche la dualità e l’essere androgino perché si ottiene sommando il numero tre, dispari e maschile, al numero due, pari e femminile.

Il tema principale nelle grandi cattedrali è l’Apocalisse. È quindi logico che costruttori e committenti mettessero nelle cattedrali un simbolo, in questo caso un labirinto, per la Gerusalemme celeste descritta da San Giovanni.

Il cammino attraverso il labirinto per giungere al centro viene simboleggiato dal numero dodici ed equivale alla ricerca del Graal.
L’iniziato, come nei tarocchi medievali, comincia il suo viaggio nel microcosmo come un pazzo peccaminoso (il matto) e riesce, dopo lungo errare (l’eremita), a vedere la strada per la Gerusalemme celeste, per il Paradiso (il Mondo). La comprensione arriva quando l’iniziato raggiunge il centro del labirinto, proprio come Teseo che uccide il Minotauro. Il Minotauro rappresenta l’essere indomabile e selvaggio della natura. Poiché Teseo uccide il mostro viene paragonato ad un eroe solare, ad un dio. Il mito di Teseo è una variante del dio Mitra, la divinità persiano-romana che uccide il toro.
I miti medievali di San Giorgio e dell’Arcangelo Michele, rappresentano il medesimo simbolismo. È l’eterna lotta tra la luce e le tenebre, tra il bene e il male. Il vincitore, puro e virtuoso, riceverà in premio la visione del regno celeste.


Ne esistono poi anche di dimensioni ridotte, Finger labirinth, che si possono percorrere col dito, uno di questi si trova sul portale della cattedrale di Lucca.




ma ne sono stati costruiti anche su tavole di legno o dipinte su tela.







Questo è solo un piccolo assaggio. Per chi è attratto come me da questo simbolo, c'è ancora tutto un mondo da scoprire su questo archetipo affascinante.


bibliografia tratta da:
iniziazione al labirinto di R.M.L.Garutti - A.Pitt -A. Narducci.
I Misteriosi labirinti delle cattedrali gotiche
di Stefano Torselli.