domenica 25 marzo 2012



Primavera nell'aria .......



sembra finito l'inverno, anche il calendario, e non solo, ci ha informato che quest'anno il 20 di Marzo è iniziata la primavera;
anche gli ultimi cumuli di neve si sono " squagliati " sotto i raggi del sole;
gli alberi hanno spinto fuori le loro prime foglie e anche i primi fiori rosa e bianchi ricoprono con le loro macchie invadenti e allegre, il bruno della vegetazione,  ovunque profumi, di viole, margherite, biancospino, pruno selvatico, pesco, melo e ciliegio.
Bene, ce l'abbiamo fatta, anche l'ora legale ci inganna piacevolmente e la sera tarda ad arrivare un po' di più; 
si concretizzano i primi programmi meditati qualche settimana fa, quando ancora l'aria era fredda e umida e si riscoprono i percorsi fuori porta e i borghi antichi, dove si fanno scorpacciate di luce, colore, e perchè no anche di spuntini consumati sedendosi ai primi tavolini all'aperto, sotto i raggi del sole ancora assai gradito.
Si fanno le prime incursioni marine su spiaggie in disarmo con dune di protezione che riparano ancora i bagni dalle mareggiate, ma già si coglie il fermento che ha risvegliato gli abitanti che si ingegnano a piantare fiori, a sostituire palme che non hanno resistito al vento gelido dell'inverno, e a risistemare i lidi ricreando quella patina scintillante persa in questi mesi.
Sul mare le prime vele si stendono e si stirano al vento e al sole, c'è voglia di aria, di libertà, di farsi riscaldare dal sole, di respirare profondamente il profumo della salsedine e del pesce alla griglia.
Le strade sono affollate da giovani, anziani, bambini, tutti ugualmente stregati dal piacere di queste giornate; anche i cani corrono avanti, precedono i loro proprietari, hanno fretta di muoversi, di sgranchirsi le zampe, e annusano tutti gli odori che li circondano.
E' bello lasciarsi trasportare da questa energia magica che ci fa sentire un po' più vivi e ci spinge a girovagare senza una meta, senza fretta e senza programmi precisi, soltanto assaporando il mondo che ci circonda;
é quasi difficile lasciare queste atmosfere per rientrare a casa mentre un filo sottile di luna crescente e due stelle luminosissime rendono più blu il cielo della sera.
                                                                    Uber P.








giovedì 15 marzo 2012

segue da :

Di Bertino e della nonna Adele  ( 37 )  ultima



                                                 olio di Lina Osti


....... il treno ha preso velocità, i campi fuggono via veloci coi loro alberi da frutto, il canale, le case, poi a Bertino si appanna la vista, tutto diventa tremolante davanti a lui e due grosse lacrime gli scendono sulle guance .......

Bertino non sapeva ancora cosa stesse succedendo nella sua vita, ma era certo che nessuno avrebbe mai potuto strappare dalla sua memoria tutto quello che aveva vissuto in quegli anni magici, tutto ciò che aveva imparato;
sapeva che tutte le gioie che aveva vissute in quel luogo, avrebbero sempre fatto parte del suo essere, sarebbero state una grande parte di lui.
Bertino da quel giorno ha iniziata una vita nuova, ma questa storia non è ancora finita, questa storia non finirà mai ! ....... .......
ora anche voi potrete continuarla .......!



rivisitazione del mondo di Bertino

                        realizzato con tecniche miste da Uber e Raffaella





martedì 13 marzo 2012

segue da:

Di Bertino e della nonna Adele ( 36 )





                                                 olio di Lina Osti


Bertino corre ad un finestrino, vuole vedere ancora una volta tutto il suo mondo allontanarsi.
E' la prima volta che sale su di un treno e che vede il luogo in cui era vissuto, passargli davanti agli occhi come un film.
Uscito dalla stazione, il treno comincia ad inoltrarsi nella campagna che Bertino ben conosceva, ecco la bottega della Merope, il mulino, la casa della Giorgina, la casa di Nenè e lei, col suo grembiule a quadretti rosso e bianco che corre lungo il fosso agitando le braccia per salutarlo;
infine ecco che si scorge il giardino della nonna, il pozzo, le aiuole coi fiori e tutti là fuori, davanti al cancello che lo salutano agitando le braccia, solo la nonna Adele è un po' distante dagli altri e sul nero del suo grembiule spicca il fazzoletto bianco con cui si sta asciugando gli occhi, ......Bertino riesce solo a gridare un ciao dal finestrino aperto, poi la casa si allontana e tutti diventano piccoli piccoli.........


continua .......

domenica 11 marzo 2012

Farfalle






     

 solo

      le

 farfalle

 più colorate

 hanno

 il permesso

 di sognare ! .......




venerdì 9 marzo 2012

 Matisse Henri




Henri Matisse nasce a Le Cateau-Cambrésis, nel nord della Francia il 31 dicembre 1869.
Artista assai meno tormentato di molti altri di quel periodo storico.
In Matisse è presente il senso della misura, dell'ordine, dell'armonia.
Nel 1908 scrive: " Tutti i miei rapporti di toni trovati, devono formare un accordo vivente di colori, un'armonia analoga a quella di una composizione musicale.( L'anno successivo dipingerà infatti " La Danse "). Quel che sogno è un'arte fatta di equilibrio, purezza e tranquillità, senza soggetti minacciosi o angoscianti; un'arte che sia per chiunque lavori col cervello,......un calmante della mente, qualcosa di simile a una buona poltrona su cui riposarsi dalle fatiche fisiche."
Arte quindi come terapia, possiamo considerarlo un precursore delle terapie artistiche che muovendo dagli anni 40/50 sono arrivate fino a noi.
Muore il 3 di novembre 1954 a Nizza dove è sepolto.


".... non bisogna però considerare il pensiero di un pittore come estraneo ai suoi mezzi, perché è solo nella misura in cui essi lo servono che quel pensiero ha un valore; e quei mezzi devono essere tanto più completi ( dico completi, non complicati ), quanto più il pensiero è profondo. Per me è impossibile distinguere tra il sentimento che nutro della vita e la forma in cui la traduco......."

                                                  la gioia di vivere -1906

...." lo sviluppo delle arti non deriva soltanto dall'individuo, anche da un flusso di energia acquisita, la civiltà che ci precede. Non è lecito fare quel che ci pare. Un bravo artista non può fare quel che gli pare. Se usasse solo le sue doti, non esisterebbe. Non siamo padroni della nostra produzione: essa ci viene imposta.
Nei miei dipinti più recenti ho riallacciato alcune acquisizioni degli ultimi vent'anni al mio fondo essenziale, alla mia stessa essenza......"

                                                      la musica


                                                1909- La danse

                                                 i pesci rossi-1912



                                                    self portrait- 1918
.
"....è dal primo impatto di contemplazione di un volto che dipende la sensazione principale, quella che poi stabilmente mi guida durante la realizzazione di un ritratto..."


                                                  madame Matisse

                                                madras rouge  1907

                                                   nudo 1905
                           nudo seduto davanti al camino - 1925 - litografia


                                                odalisca coi pantaloni rossi

                                                  odalische 1925



".... quando dipingo un ritratto, lascio e riprendo il mio lavoro e ogni volta faccio un nuovo ritratto: non quello che correggo, ma proprio un altro ritratto ricominciato; ed ogni volta traggo un essere diverso da una stessa personalità......"
                                                 portrait de Lydia






" ... a qualcuno che diceva che non vedevo le donne come le rappresentavo ho risposto: " Se ne incontrassi per strada di simili, fuggirei terrorizzato."....".






                                                  nudo rosa  1935


 
                                                           pasiphae


                                  pasiphae abbraccia un albero di ulivo

                                                 nudo seduto


 
                                                    nudo disteso


"... una cosa ho imparato presto: rinunciare alla gradevolezza e imprimere invece un po' di carattere. Si è voluto riferire tutto ciò alla presenza di un metodo. Credo che si voglia vedere troppo metodo nel mio modo di lavorare. Si esagera la presenza in esso di una logica, temo. Il mio unico metodo è: lavoro e osservazione. Io lavoro di continuo: tutti i giorni della settimana, domeniche comprese, a Natale e a Capodanno.
 Possiamo definire questa cosa un metodo ? "........




                                       Henri Matisse con modella-1939

i brani e le foto sono tratte da:  Henri Matisse - La visione interiore.




Gli specchi di Cristina, luci e colori.

















                                          per info: 348/8103676